Lost&Found è nato su un nastro portabagagli?

Un aeroporto, due persone, una valigia che non arriva. Quando hai capito che dentro questa situazione apparentemente ordinaria c’era uno spettacolo? 

Viaggio molto e più volte mi è capitato di assistere, attorno al nastro consegna bagagli o davanti agli sportelli Lost & Found, a situazioni quasi tragicomiche: persone sospese nell’attesa del proprio bagaglio, tra frustrazione e smarrimento. 

E ogni volta ho notato una cosa: le persone non sembrano mai preparate a questa evenienza perché, suppongo, troppo concentrate sul loro obiettivo: non il viaggio, ma la destinazione. Il tragitto diventa quasi una parentesi da attraversare il più velocemente possibile, perché tutto è orientato verso la meta: la vacanza, il ritorno, un’idea precisa di arrivo.

Finché tutto funziona, il sistema è invisibile. Ma nel momento in cui si inceppa - quando una valigia non arriva – qualcosa crolla. È lì che ho visto lo spettacolo. In quella crisi improvvisa dentro una macchina apparentemente perfetta. In quel piccolo errore che manda in tilt corpi, linguaggi, relazioni. L’ordinario smette di essere neutro e diventa una soglia in cui affiora tutto ciò che normalmente resta nascosto.



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Quante storie ci sono in una valigia smarrita?