Campesina
di e con Maria Luisa Usai
Il passato è una terra straniera (cit.) alle volte lo si attraversa, altre volte lo si ri-crea.
Un giorno un importante regista mi ha detto che ho un immaginario di origine contadina. Mio padre una volta mi ha detto che non ho ancora trovato marito perché non ho uno stipendio stabile. Forse ha ragione sia il regista che mio padre. Io mi domando se la mia rabbia di classe abbia origine nel mio corredo genetico e soprattutto in mio nonno mugnaio, analfabeta, carcerato e migrante. Un’indagine familiare e poetica su accadimenti di un altro secolo, una ricerca di tracce immateriali e materiali all’interno di un’epopea di viaggi, prigioni, terra madre e campi di grano. L’obiettivo è quello di scavare nel passato per dare luce al presente. Una riflessione performativa e visuale sulle condizioni sociali e economiche di secoli diversi, sull’ereditarietà o meno, sul migrare per breve o poco tempo. Dalle ricerche di storie di un nonno, mai conosciuto, nasce una performance che usa narrazione, video e farina 00 per raccontare il presente.
Un poema analfabeta
Pietro Maria Soddu è il nome di mio nonno, nato nel 1889 a Benettutti, un piccolo paese della Sardegna. Io non l'ho mai conosciuto. È morto nel 1968. Forse è stato allora che il mondo è cambiato, proprio quando stava per morire. Ho una sola sua foto. Poche informazioni. So che è stato analfabeta fino all'età di 22 anni. Ho scoperto che è stato in prigione, e che proprio in cella ha dettato una poema in rima, di 107 ottave, in lingua sarda, per spiegare le ragioni perché lui ed altri sessanta giovani che furono arrestati erano in realtà innocenti. Pietro Maria sosteneva che chi aveva i mezzi uscì subito di prigione grazie ai buoni avvocati, chi non aveva niente rimase in prigione.
Uruguay e Marsiglia
Pietro Maria Soddu dopo il carcere ha vissuto per circa 5 anni in Uruguay. Ha compiuto il viaggio lungo un mese in una grande imbarcazione, piena di migranti e pulci, attraversando l’oceano. Alcuni dei fratelli di Pietro Maria sono emigrati in Algeria come minatori e poi in Francia.
Nel giugno 2023, sono andata a Marsiglia per cercare dei discendenti dei “Soddu”, negli stessi giorni la città era in fiamme per delle rivolte e dei saccheggi scatenati dall’uccisione senza motivo di Nahel, un ragazzo nero, da parte della polizia. Cosa ho davvero trovato in questa ricerca? Ho incontrato una città in rivolta per l’ennesima ingiustizia verso i giovani di seconda generazione, arrabbiati per l’ennesimo sopruso di classe e di razza. Ho incontrato una signora settantenne, ben truccata, che non sa parlare l’italiano, sa poco o niente dei suoi antenati e ha passato la sua vita a dedicarsi alla famiglia e a lavorare, senza sosta.
Prodotto con il sostegno di Island Connect (Creative Europe) e Sardegna Teatro
- progetto nato durante l’edizione spagnola del ciclo Mis Documentos, curato da Lola Arias /Barcellona - Teatro Sala Beckett febbraio 2024
- Residenza Istituto Italiano di Cultura di Parigi gennaio 2026
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Maria Luisa Usai
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