Several Love’s Requests
Concept di Pietro Angelini
di e con Pietro Angelini e Pietro Turano
Rassegna stampa
Tra gli spettacoli presentati da Anni Luce ce n’è uno “strano”, sghembo, che davvero è un “oggetto teatrale non identificato” – per citare un libro di Lorenzo Donati – e forse lo inquadriamo come spettacolo proprio perché i due protagonisti “fanno finta”, uno non è neanche attore teatrale (Pietro Turano, nel cast di Skam Italia e vicepresidente di Arcigay Roma, attivista e influencer da più di 100mila follower), l’altro, Pietro Angelini, è un performer e un attore tutt’altro che accademico, entrambi possono e devono migliorare proprio dal punto di vista dell’interpretazione. Direi che anche la drammaturgia avrebbe bisogno di una pulizia maggiore, eppure questo lavoro storto, tra documentarismo, autorappresentazione, comicità vive di una leggerezza che diventa un passe-partout per entrare in un mondo che altrimenti rischierebbe lo sguardo morboso e il giudizio moralistico. I due ci portano nel metaverso delle chat tra uomini e lo fanno partendo dalle loro vite: quella di un attore eterosessuale che incontra online un giovane gay. Da qui lo l’ironia sull’arista che si considera un antropologo alla ricerca di spunti per uno spettacolo, le riflessioni sul privilegio etero, la relazione con il femminile – che da quel privilegio sembra non riuscire a liberarsi. Geniale il prologo in video nel quale gli uomini incontrati da Angelini online si aprono dimostrando desideri ed eccitazione (anche con risultati evidentemente comici) oppure raccontando gli amori vissuti e mancati. L’artista in questo caso è una sorta di virus nel sistema: di fronte a uomini che dietro al proprio schermo vorrebbero masturbarsi compare qualcuno con domande quasi pasoliniane alla Comizi d’amore. C’è qualcosa che non è chiaro nella relazione tra rappresentazione e realtà, verrebbe da dire che non ci sarebbe necessità di fingere, che i due potrebbero giocare a carte totalmente scoperte ed essere se stessi, ma forse si perderebbe quella grazia sgraziata che ci fa sorridere di fronte a questo incontro non identificato.
(…)Non è il solito spettacolo sul genere. È un affondo verticale in un territorio spesso inesplorato o trattato con superficialità: l’intimità maschile nell’era della connessione costante. In scena, Pietro Angelini e Pietro Turano danno corpo e voce a una generazione che si muove tra le macerie di una virilità tossica e la ricerca disperata di un contatto autentico, attraversando i “non-luoghi” delle videochat e del cruising virtuale.
Il digitale come nuovo confessionale emotivo
Al centro della drammaturgia c’è una domanda che risuona potente: quali sono oggi i desideri romantici ed erotici maschili? E ancora, quale spazio esiste per la vulnerabilità in una società che ha disimparato ad ascoltare gli uomini quando non performano forza o sicurezza? Several Love’s Requests non cerca risposte facili, ma attraversa i territori digitali come se fossero paesaggi fisici. Le videochat online diventano i nuovi parchi notturni, moderni luoghi di battuage dove però, paradossalmente, la distanza dello schermo permette talvolta una nudità emotiva impossibile nel reale.
In questo ambiente frammentato e sfuggente, Angelini e Turano costruiscono un paesaggio sonoro e visivo fatto di confessioni sussurrate. Tra sconosciuti che si incontrano nel web, slanci, paure e desideri si sovrappongono in un flusso continuo. Lo spettacolo evidenzia come il confine tra l’erotico e il romantico sia diventato labile, quasi liquido, rivelando un bisogno urgente di intimità che trascende il semplice atto sessuale per diventare richiesta di ascolto. È una performance che interroga il linguaggio stesso: perché in un mondo che parla costantemente di uomini, tra uomini si parla così poco di ciò che si prova davvero?
Due Pietro a confronto: attivismo e scena
La forza dello spettacolo risiede anche nella chimica e nel background dei due interpreti. Da una parte Pietro Angelini, classe 1991, attore e autore grossetano che ha già dimostrato una sensibilità acuta nell’intrecciare la scena con la riflessione sociale in lavori come Un onesto e parziale discorso sopra i massimi sistemi. Dall’altra Pietro Turano, romano del 1997, volto noto al grande pubblico per il ruolo in SKAM Italia, ma soprattutto figura di riferimento per l’attivismo LGBT+.
La presenza di Turano, vicepresidente di Arcigay Roma e consigliere nazionale, carica la performance di un ulteriore livello di lettura politico e civile. La sua esperienza in prima linea per i diritti umani (Premio CIDU 2021) si fonde con la ricerca artistica, portando sul palco non solo un personaggio, ma un vissuto collettivo. La regia, supportata dal light design di Marco D’Amelio e dal sound design di Filippo Lilli, crea un contenitore estetico in cui i corpi dei due attori diventano vettori di un messaggio universale: la liberazione della fragilità maschile non è un atto di debolezza, ma di rivoluzione culturale(….)