Tutto parla di uomini.
Ma fra uomini non si parla.
Cosa desiderano davvero gli uomini oggi? Non quello che dichiarano — ma quello che sussurrano a mezza voce a degli sconosciuti, nell'anonimato di una “stanza” virtuale.
Le piattaforme di videochat-roulette nascono per connettere persone da tutto il mondo in modo casuale. Ma nel tempo questi spazi si sono trasformati in qualcosa di inatteso: rifugi digitali dove molti uomini cercano uno specchio, un posto dove rivelare ciò che la mascolinità tradizionale non permette di mostrare — paure, desideri romantici, il bisogno urgente di un confronto intimo. Cruising virtuali, in fondo, non così diversi da quelli reali.
È da qui che parte Several Love's Requests, l'indagine performativa di e con Pietro Angelini e Pietro Turano, debuttata alla 40ª edizione del Romaeuropa Festival.
Il progetto nasce da una ricerca sul campo condotta in prima persona da Pietro Angelini. Lo scopo? Immergersi in questi territori digitali, incontrarli dall'interno, raccogliere slanci, sfoghi, confessioni sussurrate tra estranei. Materiale acquisito all'insaputa degli utenti — e per questo restituito in scena con volti e voci modificati, a tutela della loro privacy. Con la consapevolezza di essere osservato, l'essere umano si autocensura: la performance fa di questo meccanismo il suo punto di partenza, non di voyeurismo ma di riflessione.
Il pretesto culturale è Comizi d'Amore di Pier Paolo Pasolini — ma l'habitat esplorato è radicalmente contemporaneo. E come nell'opera pasoliniana, i ruoli si confondono: chi è soggetto e chi oggetto dell'indagine? Chi desidera e chi è desiderato? Le svariate richieste d'amore del titolo rimescolano continuamente le carte.
In scena, il materiale audiovisivo raccolto e montato diventa il punto di avvio, ma la drammaturgia via via esce dallo schermo, riappropriandosi di quella dimensione del corpo che solo il teatro può restituire — e che in questi spazi digitali, per contrappasso, si vaporizza. Il risultato si muove tra documentarismo, autorappresentazione e quella leggerezza necessaria per entrare in un mondo difficile senza scivolare nel giudizio morale.
Perché la vita online è molto reale. Si muove su dinamiche diverse — di presenza e assenza, di esposizione e sottrazione — ma racconta bisogni autentici. Bisogni che spesso non trovano spazio offline.
Pietro Angelini, attore e regista già presente a Kilowatt Festival e Romaeuropa, porta la sua ricerca sulle intersezioni tra media digitali e comportamento umano. Pietro Turano, volto di SKAM Italia su Netflix, attivista LGBTQIA+, autore per La Repubblica e L'Espresso, porta la sua sensibilità di interprete e di osservatore del presente.
Insieme costruiscono uno spettacolo urgente, ironico, toccante — che chiede al pubblico una sola cosa: guardare quello che di solito si preferisce non vedere.
Uno spettacolo per chi vuole capire cosa si nasconde davvero dietro al tasto Start.
Produzione: 369gradi | Residenza produttiva: Carrozzerie | N.O.T. Luci: Marco D'Amelio | Suono: Filippo Lilli | Costumi: Ileana Alesi | Durata: circa 60 minuti.