Visti da vicino

Nalini Vidoolah Mootoosamy

Mauritius, 1979. Italia, 1990. Da un'isola dell'Oceano Indiano a Milano: un'infanzia spezzata in due lingue e due continenti. È da lì che parte tutto. 

Nalini Vidoolah Mootoosamy è una voce della drammaturgia contemporanea che nasce dall’incontro fra attraversamento geografico e ricerca intellettuale. La sua traiettoria unisce studio, pratica teatrale e attenzione politica, restituendo un profilo raro per coerenza e densità culturale. Dall’Africa all’Europa, dalla francesistica alla scena, dalla parola scritta al lavoro collettivo con comunità e artisti. 

Si è formata alla scrittura drammaturgica con Gabriele Vacis, Vitaliano Trevisan, Carlos Maria Alsina, Renato Gabrielli e Claudio Tolcachir. Collabora con il progetto Teatro Utile dell'Accademia dei Filodrammatici di Milano sui temi della migrazione e delle seconde generazioni. Nel 2018 fonda Ananke Arts, con cui avvia laboratori di scrittura autobiografica per il teatro rivolti a stranieri, richiedenti asilo e adulti, un tratto che lega la sua attività artistica a una dimensione di ascolto e accompagnamento. Dal 2021 fa parte della rete Fabulamundi Playwriting Europe dedicato ai drammaturghi di seconda generazione in Italia.

La sua scrittura attraversa la memoria, la migrazione, l’identità e le eredità postcoloniali, con uno sguardo attento alle società creole e alle fratture prodotte dai confini, linguistici e simbolici. Il suo lavoro viene descritto come ibrido, capace di intrecciare narrazione orale, poesia, drammaturgia e un uso sensibile della dimensione performativa, sempre in dialogo con pratiche decoloniali e con le voci marginalizzate. Il suo profilo pubblico insiste anche su un impegno culturale e civile che comprende attivismo, promozione delle culture afro-diasporiche e attenzione alla giustizia sociale.

Tra i suoi testi Lost&Found entra nella cinquina finale del 57° Premio Riccione per il Teatro nel 2023 — il più longevo concorso di drammaturgia italiana, quell'anno con un record storico di 656 testi in gara — e viene riconosciuto dalla giuria come «una finestra empatica sulla contemporaneità» , con «grande cura nella lingua» e «una macchina drammatica dall'ottimo ritmo narrativo». Nel 2024 il testo viene selezionato dal Comitato Drammaturgico della European Theatre Convention. Nel febbraio 2026 debutta in prima mondiale ad Atene, al Teatro Altera Pars, dove continua ad essere rappresentato ogni sabato e domenica.

Mootoosamy occupa un punto significativo nel panorama teatrale italiano perché coniuga competenza critica, esperienza accademica e pratica artistica, portando in scena soggetti e prospettive spesso assenti o marginali nel discorso culturale dominante. La sua attività, che si muove tra scrittura creativa, teatro, giornalismo culturale e impegno civile, la colloca dentro una costellazione di autrici e autori che ripensano la scena come spazio di cittadinanza, memoria e trasformazione. In questo senso, la sua presenza è rilevante non solo per la qualità della scrittura, ma per il modo in cui trasforma l’esperienza biografica in una postura artistica e politica insieme.