Alessia Esposito

Il posto più strano dove hai fatto teatro

 

Alessio Esposito: Ho allestito spettacoli nei luoghi più diversi e improbabili: cimiteri, boschi, alture, antichi giardini dove un tempo si coltivavano i bachi da seta. Ma c’è un episodio che, a distanza di tanti anni, continuo a raccontare durante le lezioni di organizzazione teatrale, perché racchiude perfettamente l’essenza di questo mestiere.

Era il 2011. Dovevamo allestire una Wunderkammer di Ricci/Forte nella cripta di St. Stephen’s a Londra.

I curatori conoscevano perfettamente la performance, eppure avevano trascurato un dettaglio fondamentale: in scena era prevista una vasca da bagno. Non un elemento qualsiasi, ma il fulcro dell’azione scenica.

In due giorni di prove e allestimento riuscii a farmi prestare da un rivenditore londinese di sanitari una splendida vasca con i piedini, di quelle elegantissime e un po’ “posh” che all’epoca andavano tanto di moda.

Pensavo di aver risolto il problema.

Invece, mezz’ora prima dell’inizio dello spettacolo, arriva il colpo di scena: essendo appoggiata in una cripta, senza alcun collegamento alla rete idrica, la vasca… non si riempiva.

Con l’ansia che potete immaginare andai dal curatore chiedendo aiuto. Lui mi guardò e disse una frase che non ho mai dimenticato:

“Now it’s seven o’clock. No drama, only champagne.”

Facile a dirsi.

Alla fine trovammo una soluzione tanto improbabile quanto efficace: riuscimmo a tappare lo scarico usando dei guanti di gomma per lavare i piatti. Non potevamo usare silicone, colle o qualsiasi altro materiale, perché la mattina successiva quella vasca doveva tornare al negozio esattamente nelle condizioni in cui ce l’avevano prestata.

E funzionò.

alla fine nel teatro succede sempre così: volenti o nolenti si va in scena! ma che fatica....


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