Tra Dante e Grazia: un’azione corale

«Mi ritrovai». Il verso più celebre della letteratura italiana comincia con una confessione, non con una dichiarazione: qualcuno ammette di essersi perso e di essersi ritrovato in un posto che non aveva scelto. Da quel verbo prende il titolo Mi ritrovai, azione corale sulla Tenebra e la Grazia, il laboratorio che Marco Martinelli ed Ermanna Montanari conducono a Rebeccu dall'1 al 3 ottobre, dentro il progetto speciale Grazia Ritrovata e il programma di MusaMadre - Le Stagioni della Lettura.

Martinelli e Montanari hanno fondato il Teatro delle Albe nel 1983 e ne condividono da allora la direzione artistica. Hanno vinto quindici premi Ubu in due. I testi di Martinelli sono pubblicati e messi in scena in dieci lingue. Accanto agli spettacoli, una parte centrale del loro lavoro si costruisce insieme a persone che il teatro non lo hanno mai fatto.

Azione corale, la formula che dà il titolo al laboratorio, non indica uno spettacolo con un cast: è un lavoro collettivo in cui un gruppo di persone, senza distinzione tra chi ha esperienza e chi no, affronta un testo e lo attraversa insieme, con la voce e con il corpo. Il coro non è un accompagnamento, è il protagonista. Martinelli lo pratica dal 1991, quando ha fondato la non-scuola, un metodo che mette in cortocircuito gli adolescenti e l'origine dionisiaca del teatro e che da Ravenna è arrivato in tutta Italia e all'estero: da Aristofane a Scampia, raccontato nel libro che gli è valso il premio dei critici francesi per il miglior libro sul teatro del 2021, fino a Sogno di Volare, coprodotto dal Parco archeologico di Pompei con Ravenna Festival.

A Rebeccu si lavorerà sui primi due canti dell'Inferno e sul canto quinto del Purgatorio, il canto di Pia dei Tolomei. I primi due canti sono quelli dello smarrimento e della decisione di partire: la selva oscura, la paura, la voce che convince a mettersi in cammino. Nel quinto del Purgatorio compare invece Pia, una donna senese morta in Maremma: Dante le concede poche righe, nelle quali non racconta la propria storia e chiede soltanto di essere ricordata. Una vita intera sta in cinque parole: «Siena mi fé, disfecemi Maremma».

È la ragione per cui il laboratorio sta dentro un progetto sul centenario del Nobel a Grazia Deledda. La motivazione con cui l'Accademia di Svezia premiò la scrittrice nel 1926 riconosceva la capacità di raccontare la vita di un'isola appartata affrontando questioni di interesse umano generale. È lo stesso movimento: un luogo preciso, una donna precisa, una storia che riguarda chiunque. Martinelli e Montanari propongono di accantonare la retorica del Sommo Poeta, del Padre della Lingua, del Monumento che intimidisce, per tornare a Dante come uomo esule e smarrito che indica il cammino della vita di tutti. La Commedia resta un romanzo immenso, che è insieme cinema, psicanalisi, speleologia, teatro. Ma prima di tutto questo, dicono, c'è qualcuno che si svela.

Il laboratorio è aperto alla cittadinanza e non richiede alcuna esperienza teatrale. Possono partecipare le persone che vivono nei paesi del Meilogu e chiunque voglia raggiungerli in quei giorni: è uno degli undici appuntamenti tra cui scegliere per la chiamata pubblica di Grazia Ritrovata, aperta fino al 12 settembre, ma l'iscrizione è possibile anche solo per questo appuntamento.

Ermanna Montanari è attrice, autrice e scenografa. Ha costruito un percorso personale di ricerca sulla voce che le è valso otto premi Ubu, il Golden Laurel al Mess di Sarajevo, il premio Lo Straniero dedicato alla memoria di Carmelo Bene, il premio Eleonora Duse e il riconoscimento dell'Associazione Nazionale Critici di Teatro. Nel 2011 ha assunto la direzione artistica del Festival Internazionale di Santarcangelo e nel biennio 2024-2025, insieme a Martinelli, quella del Ciclo dei Classici al Teatro Olimpico di Vicenza. Dal 2021 dirige a Ravenna, con Enrico Pitozzi, Malagola, centro internazionale di ricerca vocale e sonora. Ha pubblicato per La nave di Teseo il romanzo autobiografico L'abbaglio del tempo.

Marco Martinelli è drammaturgo e regista. Ha ricevuto sette premi Ubu, il Premio Hystrio, il Golden Laurel del Mess Festival di Sarajevo, il premio alla carriera delle Journées théâtrales de Carthage e il Premio Anima 2025. Oltre al teatro ha realizzato film documentari, tra cui Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi, presentato al Biografilm Festival, e The Sky over Kibera, girato nella baraccopoli di Kibera, a Nairobi.

Ogni laboratorio di Grazia Ritrovata può prevedere momenti di restituzione e di condivisione pubblica, e l'intero percorso confluisce nella notte del 31 ottobre in CONTOS A SA LUNA, la camminata a lume di lanterna che attraversa Rebeccu da Piazza Santa Giulia alla Fonte Sacra di Su Lumarzu.

Gli incontri si tengono al Teatro Botanico di Rebeccu. Per partecipare basta cliccare qui 👈