Irrimediabile Mondo

sonata per scrittrice da Nobel e paesaggi ventosi

di e con Maria Luisa Usai

musiche di Alessandro Olla

Una performance che intreccia voce, live electronics e immagini in movimento in un dispositivo scenico ibrido, pensato per attualizzare l’opera e il pensiero di Grazia Deledda in chiave contemporanea.

Il lavoro nasce come un’opera per similitudine: le parole della Deledda — arcaiche, radicali, necessarie — entrano in attrito con parole scritte oggi, in un confronto diretto con questioni ancora aperte: fatalismo e autodeterminazione, fragilità e resistenza, natura e artificio, vocazione e rifiuto.

Che significa scrivere? Che vuol dire essere una donna che scrive? Di quante identità e pseudonimi abbiamo bisogno per trovare la nostra forma di scrittura e il nostro modo di stare al mondo?

Il vento attraversa l’intera performance come forza reale e simbolica: elemento naturale, condizione esistenziale, pressione politica. Vite che si piegano, a volte si spezzano, altre volte resistono senza eroismo, come canne al vento. Vite che si raccontano come autobiografie intime, come Cosima, romanzo incompiuto, mai finito, in cui la scrittrice cerca nelle pieghe dell’infanzia e giovinezza manifestazioni del proprio sé.

La performance è un concerto di parole e di suoni, poetico e punk, una sonata fuori tempo. Il lavoro prende vita dal discorso pronunciato dalla scrittrice durante la cerimonia di premiazione, a Stoccolma, il 10 dicembre del 1926. La Deledda ricordando la sua vocazione all’arte, diceva che in gioventù “aveva un irresistibile miraggio del mondo”.

Noi partiamo da quel miraggio, da quel desiderio di scrittura e di mondo, che a cent’anni di distanza diventa "irrimediabile", in un processo di trasformazione e appropriazione tra parola letteraria, identità, biografia, sonorità e paesaggio interiore. Il paesaggio inteso come corpo vivo, con cui dialogare tra suono e parola. La natura non è sfondo né decorazione, ma motore d’azione per provocare evocazioni letterarie ed esistenziali. Un topos simbolico e politico: luogo di resistenza, di durezza, di bellezza mai pacificata.

Di e con Maria Luisa Usai

Musiche Alessandro Olla


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