Chiuso per festa
di e con Matteo Porru
Rassegna stampa
Se non sai nulla del personaggio che ti trovi davanti sulla scena mentre recita il monologo — anzi, i quattro monologhi — di Closed for the holiday, alla Casa Zerilli-Marimò per il festival In Scena!, e io non sapevo nulla di lui, ti colpisce subito la purezza del viso, l’improvviso sorriso aperto e, subito dopo, lo sguardo intenso, triste. Ti colpisce il corpo esile, l’aria da folletto di un mondo altro. E soprattutto la sua parola: la genialità delle frasi, degli accostamenti, dell’aggettivazione. La fantasia di storie che passano dal prezzo delle ciliegie all’età avanzata di chi ancora le compra invece dei frullati, dalle parole crociate e dalla necessità di prendere coraggio alla caducità della vita.(…)
(…) According to the play, our shoes know a lot about us. So do (good) writers. And Closed for the Holiday is certainly adept at walking in others' shoes. Porru, who often comes off the stage to deliver dialogue directly to audience members from up close, gives an amazing performance, transmuting from one character to another with protean skill and proving equally comfortable with rapid-fire comedy and heartstring-tugging pathos. Near the play's conclusion, the idea is raised that it is up to us to give shape and meaning to life, and Closed for the Holiday shows that, for a writer anyway, such shapes need be limited only by the imagination.