La cena delle anime:
prima nazionale a Rebeccu
Nella notte tra Ognissanti e il 2 novembre, in molte case di Sardegna la tavola resta apparecchiata. Si tirano fuori le tovaglie ricamate, i piatti delle occasioni speciali, il pane e i dolci appena sfornati. Nessuna posata, e i commensali non si lamenteranno. Questa cena speciale, infatti, è sa chena pro sos mortos, la cena per i defunti — un gesto di ospitalità verso chi non c'è più, tramandato di madre in figlia. E ai morti, si sa, non servono le posate.
Da quel rito prendono titolo e cuore il romanzo di Maria Laura Berlinguer (HarperCollins Italia, 2025) e il reading spettacolo che ne è nato: La cena delle anime, produzione 369gradi, che debutta in prima nazionale sabato 22 agosto al Teatrino Botanico di Rebeccu e apre la stagione culturale Rebeccu Arte 2026.
Una donna torna nella casa dell'infanzia per un lutto, e la casa le si popola intorno: donne dimenticate, amori taciuti, destini spezzati che tornano a reclamare un nome. Non fantasmi da cui difendersi, ma presenze che chiedono ascolto. Ogni parola evocata riapre una ferita, ogni ricordo rimette in moto una storia sepolta, finché dal buio della casa non riemerge una genealogia tutta al femminile.
L'adattamento di Valeria Orani affida il racconto alla voce di Michela Atzeni e al violino di Adele Madau, che suona dal vivo. La regia è di Maurizio Rippa.
E il luogo del debutto non è un fondale. Quel rito, a Rebeccu, si celebra davvero: è il centro di Pro Sas Animas, i giorni che chiudono la stagione culturale di Rebeccu Arte tra il 30 ottobre e il 2 novembre, quando la comunità allestisce le tavole dei morti e la Mostra del pane rituale.
In quella stessa settimana lo spettacolo attraverserà il Meilogu, di teatro in teatro — Giave il 27 ottobre, Borutta il 28, Cheremule il 29, Ittireddu tra il 30 e il 31.