Campesina vince il Festival Troia Teatro: la storia di un nonno torna a parlare
Un quaderno mai scritto da chi lo ha raccontato. Centosette ottave dettate a voce, in sardo, da un uomo che non sapeva leggere né scrivere, durante gli anni di un carcere lontano. È da qui — da un manoscritto ritrovato per caso — che parte Campesina, lo spettacolo scritto e interpretato da Maria Luisa Usai, prodotto e distribuito da 369gradi. Ed è qui che, sabato 8 agosto, la storia si è chiusa con una vittoria.
Campesina si è aggiudicata il Premio Festival Troia Teatro, al termine della XVIII edizione della rassegna promossa da Teatri 35 e Unione Giovanile Troiana, che dall'1 all'8 agosto ha animato il centro storico del borgo pugliese sotto il tema Alterità.
Quattro gli spettacoli finalisti della nona edizione del concorso dedicato alle compagnie emergenti, in scena ogni sera al Chiostro San Benedetto: la giuria ha scelto il lavoro di Usai, assegnandole un premio che non è solo un riconoscimento ma una prospettiva — 1.500 euro attraverso un contratto di coproduzione con il festival, pensato per sostenere concretamente la crescita di nuovi percorsi artistici.
Non è un caso che a convincere sia stata proprio una storia di radici, in un festival dedicato all'incontro con l'altro. Campesina ripercorre la vita di Pietro Maria Soddu, nonno dell'autrice, a partire dal ritrovamento di quel manoscritto scritto in carcere. Sul palco si intrecciano proiezioni dal vivo, materiali d'archivio e interviste familiari: un dispositivo scenico che mescola il racconto personale a quello di un antenato mai conosciuto, partito per l'Uruguay in cerca di un'altra vita. Diviso in un prologo e tre capitoli — Scrivere, Partire, Tornare — lo spettacolo restituisce, tra ironia e acume, il legame indissolubile tra passato e presente.
Campesina è nata con il sostegno delle residenze Island Connect (Creative Europe), di Sardegna Teatro e di una residenza presso l'Istituto Italiano di Cultura di Parigi. E il viaggio non si ferma: la prossima data è già fissata, venerdì 11 settembre al Teatro di Giave, nell'ambito della stagione culturale Rebeccu Arte 2026 — il ritorno in Sardegna, nella terra da cui tutto è partito.