Tra Dante e Grazia Deledda: un’azione corale per TUTTI!

«Mi ritrovai». Il verso più celebre della letteratura italiana comincia con una confessione, non una dichiarazione: qualcuno ammette di essersi perso e di essersi ritrovato in un posto che non aveva scelto.

Da quel verbo prende il titolo Mi ritrovai, azione corale sulla Tenebra e la Grazia, il laboratorio che Marco Martinelli ed Ermanna Montanari conducono a Rebeccu dall'1 al 3 ottobre, dentro il progetto speciale Grazia Ritrovata e il programma di MusaMadre - Le Stagioni della Lettura.

Azione corale, la formula che dà il titolo al laboratorio, non è uno spettacolo con un cast: è un lavoro collettivo in cui un gruppo di persone, senza distinzione tra chi ha esperienza e chi no, affronta un testo e lo attraversa insieme, con la voce e con il corpo. Il coro non è un accompagnamento, è il protagonista.

Martinelli lavora così dal 1991, quando a Ravenna ha inventato la non-scuola: non un corso di recitazione né una scuola per attori, ma un lavoro teatrale che mette gli adolescenti a confronto diretto con i testi classici. Da Ravenna il metodo è arrivato in altre città italiane e all'estero. Allo stesso percorso si legano il libro Aristofane a Scampia, premiato dai critici teatrali francesi come miglior libro di teatro del 2021, e Sogno di Volare, coprodotto dal Parco archeologico di Pompei con Ravenna Festival.

Martinelli e Montanari propongono di accantonare la retorica del Sommo Poeta, del Padre della Lingua, del Monumento che intimidisce, per tornare a Dante come uomo esule e smarrito che indica il cammino della vita di tutti. La Commedia resta un romanzo immenso, che è insieme cinema, psicanalisi, speleologia, teatro.

Dall’1 al 3 ottobre potrete lavorare con Martinelli e Montanari sui primi due canti dell'Inferno e sul quinto canto del Purgatorio, quello di Pia dei Tolomei.

L’appuntamento -gratuito- si svolgerà nel teatro botanico di Rebeccu.

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I primi due canti sono quelli dello smarrimento e della decisione di partire: la selva oscura, la paura, la voce che convince a mettersi in cammino. Nel quinto del Purgatorio compare invece Pia, una donna senese morta in Maremma: Dante le concede poche righe, nelle quali non racconta la propria storia e chiede soltanto di essere ricordata. Una vita intera sta in cinque parole: «Siena mi fé, disfecemi Maremma».

È la ragione per cui Mi ritrovai, azione corale sulla Tenebra e la Grazia vive all’interno di un progetto sul centenario del Nobel a Grazia Deledda.

La motivazione con cui l'Accademia di Svezia premiò la scrittrice nel 1926, infatti, riconosceva la capacità di raccontare la vita di un'isola appartata affrontando questioni di interesse umano generale. È lo stesso movimento: un luogo preciso, una donna precisa, una storia che riguarda chiunque.

Ermanna Montanari è attrice, autrice e scenografa. Ha costruito un percorso personale di ricerca sulla voce che le è valso otto premi Ubu, il Golden Laurel al Mess di Sarajevo, i premi Eleonora Duse e Lo Straniero (dedicato a Carmelo Bene), il riconoscimento dell'Associazione Nazionale Critici di Teatro.
Nel 2011 ha assunto la direzione artistica del Festival Internazionale di Santarcangelo e nel biennio 2024-2025, insieme a Martinelli, quella del Ciclo dei Classici al Teatro Olimpico di Vicenza.
Dal 2021 dirige, a Ravenna, Malagola, centro internazionale di ricerca vocale e sonora con Enrico Pitozzi. Ha scritto un romanzo autobiografico L'abbaglio del tempo (La nave di Teseo).

Marco Martinelli è drammaturgo e regista. Ha ricevuto sette premi Ubu, il Premio Hystrio, il Golden Laurel del Mess Festival di Sarajevo, il premio alla carriera delle Journées théâtrales de Carthage e il Premio Anima 2025.
Oltre al teatro ha realizzato film documentari, tra cui Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi, presentato al Biografilm Festival, e The Sky over Kibera, girato nella baraccopoli di Kibera, a Nairobi.

Martinelli e Montanari hanno fondato il Teatro delle Albe nel 1983 e ne condividono da allora la direzione artistica. Hanno vinto quindici premi Ubu in due. I testi di Martinelli sono pubblicati e messi in scena in dieci lingue. Accanto agli spettacoli, una parte centrale del loro lavoro si costruisce insieme a persone che il teatro non lo hanno mai fatto.