Lost & Found Studio
Un viaggio intimo tra radici, memoria e identità perdute.
La residenza artistica di Lost&Found di Nalini Vidoolah Mootoosamy, diretto da Alberto Cavalleri, è un percorso di ricerca e sviluppo drammaturgico che favorisce il dialogo tra artista, regista e territorio, con l'obiettivo di accompagnare la crescita di un nuovo progetto teatrale in una fase di esplorazione, studio e restituzione pubblica.
Attraverso la lettura scenica e la mise en espace del testo di Nalini Vidoolah Mootoosamy, la residenza offre uno spazio di ricerca e creazione immersiva, in dialogo con il paesaggio umano e naturale del territorio.
Obiettivi della residenza
Approfondire la relazione tra parola, corpo e spazio naturale.
Stimolare il confronto creativo tra autrice, regista e comunità ospitante.
Presentare un esito aperto al pubblico al termine della residenza.
Podcast residenza Lost&Found -Diamara Ferrero - Giorgio Ronco - Caterina Sanvi - MusaMadre 2025
Podcast residenza Lost&Found - Alberto Cavalleri - Nalini Vidoolah - MusaMadre 2025
Video mise en espace Paulilatino 20/12 - Interpreti: Chiara Aru - Jared McNeill - Edoardo Sabato
Several Love's Requests
Several Love’s Requests esplora i desideri erotici e romantici maschili emersi nelle videochat online, spazi nati per la connessione ma trasformati in luoghi di cruising digitale. Ispirato a Comizi d’Amore di Pasolini, lo spettacolo esplora le ambiguità tra osservatore e osservato, restituendo volti e voci alterati per tutelare la privacy. Al centro, il desiderio come fenomeno che prende forma e si trasforma nell’habitat virtuale contemporaneo.
Concept di Pietro Angelini
di e con Pietro Angelini e Pietro Turano
Several Love's Requests
Several Love’s Requests esplora i desideri erotici e romantici maschili emersi nelle videochat online, spazi nati per la connessione ma trasformati in luoghi di cruising digitale. Ispirato a Comizi d’Amore di Pasolini, lo spettacolo esplora le ambiguità tra osservatore e osservato, restituendo volti e voci alterati per tutelare la privacy. Al centro, il desiderio come fenomeno che prende forma e si trasforma nell’habitat virtuale contemporaneo.
Concept di Pietro Angelini
di e con Pietro Angelini e Pietro Turano
Several Love's Requests
Several Love’s Requests esplora i desideri erotici e romantici maschili emersi nelle videochat online, spazi nati per la connessione ma trasformati in luoghi di cruising digitale. Ispirato a Comizi d’Amore di Pasolini, lo spettacolo esplora le ambiguità tra osservatore e osservato, restituendo volti e voci alterati per tutelare la privacy. Al centro, il desiderio come fenomeno che prende forma e si trasforma nell’habitat virtuale contemporaneo.
Concept di Pietro Angelini
di e con Pietro Angelini e Pietro Turano
Gertrude, Lucia e le altre (matinée)
Un reading teatrale che racconta un Manzoni dinamico, inquieto, libero, sempre alla ricerca del nuovo e all’avanguardia in ogni campo, lontano dalla figura impolverata che ci è stata tramandata per tradizione, partendo dai tre personaggi femminili più emblematici de I promessi sposi – la Monaca di Monza, Lucia e la madre di Cecilia – intrecciati alle donne più importanti della sua vita – Giulia Beccaria ed Enrichetta Blondel. Sullo sfondo un’Italia e un’Europa agitate da moti, rivolte, idee sovversive, cospirazioni e persecuzioni.
di e con Eleonora Mazzoni
voce recitante fuori campo Lino Guanciale
idea registica, scenica e musicale di Simonetta Solder
Gertrude, Lucia e le altre (matinée)
Un reading teatrale che racconta un Manzoni dinamico, inquieto, libero, sempre alla ricerca del nuovo e all’avanguardia in ogni campo, lontano dalla figura impolverata che ci è stata tramandata per tradizione, partendo dai tre personaggi femminili più emblematici de I promessi sposi – la Monaca di Monza, Lucia e la madre di Cecilia – intrecciati alle donne più importanti della sua vita – Giulia Beccaria ed Enrichetta Blondel. Sullo sfondo un’Italia e un’Europa agitate da moti, rivolte, idee sovversive, cospirazioni e persecuzioni.
di e con Eleonora Mazzoni
voce recitante fuori campo Lino Guanciale
idea registica, scenica e musicale di Simonetta Solder
Gertrude, Lucia e le altre (matinée)
Un reading teatrale che racconta un Manzoni dinamico, inquieto, libero, sempre alla ricerca del nuovo e all’avanguardia in ogni campo, lontano dalla figura impolverata che ci è stata tramandata per tradizione, partendo dai tre personaggi femminili più emblematici de I promessi sposi – la Monaca di Monza, Lucia e la madre di Cecilia – intrecciati alle donne più importanti della sua vita – Giulia Beccaria ed Enrichetta Blondel. Sullo sfondo un’Italia e un’Europa agitate da moti, rivolte, idee sovversive, cospirazioni e persecuzioni.
di e con Eleonora Mazzoni
voce recitante fuori campo Lino Guanciale
idea registica, scenica e musicale di Simonetta Solder
Gertrude, Lucia e le altre (matinée)
Un reading teatrale che racconta un Manzoni dinamico, inquieto, libero, sempre alla ricerca del nuovo e all’avanguardia in ogni campo, lontano dalla figura impolverata che ci è stata tramandata per tradizione, partendo dai tre personaggi femminili più emblematici de I promessi sposi – la Monaca di Monza, Lucia e la madre di Cecilia – intrecciati alle donne più importanti della sua vita – Giulia Beccaria ed Enrichetta Blondel. Sullo sfondo un’Italia e un’Europa agitate da moti, rivolte, idee sovversive, cospirazioni e persecuzioni.
di e con Eleonora Mazzoni
voce recitante fuori campo Lino Guanciale
idea registica, scenica e musicale di Simonetta Solder
Gertrude, Lucia e le altre
Un reading teatrale che racconta un Manzoni dinamico, inquieto, libero, sempre alla ricerca del nuovo e all’avanguardia in ogni campo, lontano dalla figura impolverata che ci è stata tramandata per tradizione, partendo dai tre personaggi femminili più emblematici de I promessi sposi – la Monaca di Monza, Lucia e la madre di Cecilia – intrecciati alle donne più importanti della sua vita – Giulia Beccaria ed Enrichetta Blondel. Sullo sfondo un’Italia e un’Europa agitate da moti, rivolte, idee sovversive, cospirazioni e persecuzioni.
di e con Eleonora Mazzoni
voce recitante fuori campo Lino Guanciale
idea registica, scenica e musicale di Simonetta Solder
Gertrude, Lucia e le altre
Un reading teatrale che racconta un Manzoni dinamico, inquieto, libero, sempre alla ricerca del nuovo e all’avanguardia in ogni campo, lontano dalla figura impolverata che ci è stata tramandata per tradizione, partendo dai tre personaggi femminili più emblematici de I promessi sposi – la Monaca di Monza, Lucia e la madre di Cecilia – intrecciati alle donne più importanti della sua vita – Giulia Beccaria ed Enrichetta Blondel. Sullo sfondo un’Italia e un’Europa agitate da moti, rivolte, idee sovversive, cospirazioni e persecuzioni.
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voce recitante fuori campo Lino Guanciale
idea registica, scenica e musicale di Simonetta Solder
Un onesto e parziale discorso sopra i massimi sistemi
Un onesto e parziale discorso sopra i massimi sistemi è uno spettacolo in bilico tra ironia e disperazione, concepito come un autoritratto dell’autore e simultaneamente come una radiografia del contesto storico, sociale e artistico contemporaneo.
Pietro Angelini fa i conti in maniera abilmente ingenua con gli avvenimenti della sua vita di giovane uomo, di attore, di figlio con un forte senso di responsabilità e di individuo con tante domande da fare al mondo. Il suo è un flusso di pensieri, di concetti e di aneddoti, che si manifesta attraverso un linguaggio cross-mediale e che diventa materia teatrale disegnando un profilo intimo e psicologico del protagonista.
La spinta dinamica che ha portato alla creazione dello spettacolo è la violenta reazione all’immobilità, condizione antiproduttiva nella quale è difficile riconoscersi e che riguarda tutti. Scoprendo la propria inattività durante un periodo lavorativo come maschera in teatro, fermo in piedi per 5 o 10 ore al giorno, l’unica modo di reagire per Pietro è irruento come l’improvviso deragliare di un treno che gira all’infinito su un binario circolare. Allora ecco il fluire delle idee, dei progetti e di tutte quelle invenzioni mai realizzate, su cui costava troppa fatica mettersi al lavoro e che adesso prendono finalmente forma.
Tutte, le une accanto alle altre, costruiscono un primo rudimentale sistema economico, definiscono un inesplorato mercato artistico e generano la possibilità concreta di guadagno in termini monetari.
Per info e prenotazioni: + 39 375 8439675 | www.matanteatro.eu/street-rootz
Sciccherie
Un progetto nato in collaborazione con Carrozzeria N.O.T dedicato a studi, anteprime e presentazioni a sostegno alle giovani formazioni artistiche under 30
Vedi il programma 2026 sul sito di Carrozzerie NOT
Per prenotazioni
Sciccherie
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Per prenotazioni
Chiuso per festa
La scrittura, più che un’arte, è una dimensione. Confluiscono lì tanti codici e tante pratiche del quotidiano che diventano narrazione anche per il solo fatto di essere accadute. La parola nel teatro prende forma e corpo, e traduce il racconto in scena, fermandolo fra il buio dell’inizio e la magia del sipario. Lo scrittore e drammaturgo Matteo Porru incontra i ragazzi in un doppio esperimento scenico e laboratoriale, per ripercorrere il cammino delle storie al contrario: dalla carta alla testa, dal palco all’idea.
Info e biglietti
Spettacoli e laboratori sono a titolo gratuito con prenotazione obbligatoria
iousaidaniela@tiscali.it – tel. 349 41 27 271
www.cedacsardegna.it
Chiuso per festa
La scrittura, più che un’arte, è una dimensione. Confluiscono lì tanti codici e tante pratiche del quotidiano che diventano narrazione anche per il solo fatto di essere accadute. La parola nel teatro prende forma e corpo, e traduce il racconto in scena, fermandolo fra il buio dell’inizio e la magia del sipario. Lo scrittore e drammaturgo Matteo Porru incontra i ragazzi in un doppio esperimento scenico e laboratoriale, per ripercorrere il cammino delle storie al contrario: dalla carta alla testa, dal palco all’idea.
Info e biglietti
Spettacoli e laboratori sono a titolo gratuito con prenotazione obbligatoria
iousaidaniela@tiscali.it – tel. 349 41 27 271
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Gertrude, Lucia e le altre
Un reading teatrale che racconta un Manzoni dinamico, inquieto, libero, sempre alla ricerca del nuovo e all’avanguardia in ogni campo, lontano dalla figura impolverata che ci è stata tramandata per tradizione, partendo dai tre personaggi femminili più emblematici de I promessi sposi – la Monaca di Monza, Lucia e la madre di Cecilia – intrecciati alle donne più importanti della sua vita – Giulia Beccaria ed Enrichetta Blondel. Sullo sfondo un’Italia e un’Europa agitate da moti, rivolte, idee sovversive, cospirazioni e persecuzioni.
di e con Eleonora Mazzoni
voce recitante fuori campo Lino Guanciale
idea registica, scenica e musicale di Simonetta Solder
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Gertrude, Lucia e le altre
Un reading teatrale che racconta un Manzoni dinamico, inquieto, libero, sempre alla ricerca del nuovo e all’avanguardia in ogni campo, lontano dalla figura impolverata che ci è stata tramandata per tradizione, partendo dai tre personaggi femminili più emblematici de I promessi sposi – la Monaca di Monza, Lucia e la madre di Cecilia – intrecciati alle donne più importanti della sua vita – Giulia Beccaria ed Enrichetta Blondel. Sullo sfondo un’Italia e un’Europa agitate da moti, rivolte, idee sovversive, cospirazioni e persecuzioni.
di e con Eleonora Mazzoni
voce recitante fuori campo Lino Guanciale
idea registica, scenica e musicale di Simonetta Solder
Per info
Piccoli Funerali Christmas Edition
Piccoli Funerali è una partitura drammaturgica e musicale che alterna un piccolo rito funebre ad un brano dedicato a chi se ne è andato. Una dedica che è un atto d’amore, un regalo e un saluto, un momento intimo e personale, che trova forza nella musica. Ogni brano è un gesto che riporta ad una memoria. Ogni funerale è raccontato da chi se ne va e attraversa una vita appena vissuta.Piccoli Funerali è uno spettacolo commovente e dolcissimo capace di accogliere il dolore e trasformarlo in rinascita.
Questo è un lavoro su due sentimenti, uno d'amore, l'altro di odio.
Quello che amo:
Ho iniziato a frequentare un corso di teatro a 18 anni. Più che per vera passione per vincere la timidezza. La passione e l'amore per il teatro sono arrivati subito, ma la timidezza non è andata via. Provare mi piaceva da impazzire, ma esibirmi in pubblico mi provocava ansia e non poco spavento. Nonostante questo, non ho mai smesso di “fare” teatro, ma ho escogitato un metodo per eliminare la paura: dedicare quello che faccio sul palco a qualcuno. L'esibizione fine a sé stessa mi mette in uno stato di ansia da prestazione, dedicare il mio lavoro a qualcuno mi alleggerisce, diventa un atto d'amore, e come tale anche sbagliare, cadere, stonare passano in secondo piano. Dedicare il mio lavoro è diventato il mio segreto, c'è chi fa yoga prima di andare in scena, io dedico il mio lavoro. Amo dedicare!
Quello che odio:
Odio i funerali.
Con gli anni molti affetti sono andati via, parenti, amici cari. Mi sono trovato spesso a funerali di persone che amavo, ed amo ancora, e oltre al dolore per la perdita ho spesso sentito un fastidio: mi sembravano dei modi di salutarli così inadatti a loro, per la vita che avevano condotto, per il loro carattere. Spesso mi sono chiesto come avrebbero desiderato essere salutati, sempre mi sono chiesto quale musica o canzone avrebbe addolcito quel saluto. Ho pensato di affrontare quello che odio con quello che amo.
Piccoli Funerali Christmas Edition
Piccoli Funerali è una partitura drammaturgica e musicale che alterna un piccolo rito funebre ad un brano dedicato a chi se ne è andato. Una dedica che è un atto d’amore, un regalo e un saluto, un momento intimo e personale, che trova forza nella musica. Ogni brano è un gesto che riporta ad una memoria. Ogni funerale è raccontato da chi se ne va e attraversa una vita appena vissuta.Piccoli Funerali è uno spettacolo commovente e dolcissimo capace di accogliere il dolore e trasformarlo in rinascita.
Questo è un lavoro su due sentimenti, uno d'amore, l'altro di odio.
Quello che amo:
Ho iniziato a frequentare un corso di teatro a 18 anni. Più che per vera passione per vincere la timidezza. La passione e l'amore per il teatro sono arrivati subito, ma la timidezza non è andata via. Provare mi piaceva da impazzire, ma esibirmi in pubblico mi provocava ansia e non poco spavento. Nonostante questo, non ho mai smesso di “fare” teatro, ma ho escogitato un metodo per eliminare la paura: dedicare quello che faccio sul palco a qualcuno. L'esibizione fine a sé stessa mi mette in uno stato di ansia da prestazione, dedicare il mio lavoro a qualcuno mi alleggerisce, diventa un atto d'amore, e come tale anche sbagliare, cadere, stonare passano in secondo piano. Dedicare il mio lavoro è diventato il mio segreto, c'è chi fa yoga prima di andare in scena, io dedico il mio lavoro. Amo dedicare!
Quello che odio:
Odio i funerali.
Con gli anni molti affetti sono andati via, parenti, amici cari. Mi sono trovato spesso a funerali di persone che amavo, ed amo ancora, e oltre al dolore per la perdita ho spesso sentito un fastidio: mi sembravano dei modi di salutarli così inadatti a loro, per la vita che avevano condotto, per il loro carattere. Spesso mi sono chiesto come avrebbero desiderato essere salutati, sempre mi sono chiesto quale musica o canzone avrebbe addolcito quel saluto. Ho pensato di affrontare quello che odio con quello che amo.
Piccoli Funerali Christmas Edition (Copia)
Piccoli Funerali è una partitura drammaturgica e musicale che alterna un piccolo rito funebre ad un brano dedicato a chi se ne è andato. Una dedica che è un atto d’amore, un regalo e un saluto, un momento intimo e personale, che trova forza nella musica. Ogni brano è un gesto che riporta ad una memoria. Ogni funerale è raccontato da chi se ne va e attraversa una vita appena vissuta.Piccoli Funerali è uno spettacolo commovente e dolcissimo capace di accogliere il dolore e trasformarlo in rinascita.
Questo è un lavoro su due sentimenti, uno d'amore, l'altro di odio.
Quello che amo:
Ho iniziato a frequentare un corso di teatro a 18 anni. Più che per vera passione per vincere la timidezza. La passione e l'amore per il teatro sono arrivati subito, ma la timidezza non è andata via. Provare mi piaceva da impazzire, ma esibirmi in pubblico mi provocava ansia e non poco spavento. Nonostante questo, non ho mai smesso di “fare” teatro, ma ho escogitato un metodo per eliminare la paura: dedicare quello che faccio sul palco a qualcuno. L'esibizione fine a sé stessa mi mette in uno stato di ansia da prestazione, dedicare il mio lavoro a qualcuno mi alleggerisce, diventa un atto d'amore, e come tale anche sbagliare, cadere, stonare passano in secondo piano. Dedicare il mio lavoro è diventato il mio segreto, c'è chi fa yoga prima di andare in scena, io dedico il mio lavoro. Amo dedicare!
Quello che odio:
Odio i funerali.
Con gli anni molti affetti sono andati via, parenti, amici cari. Mi sono trovato spesso a funerali di persone che amavo, ed amo ancora, e oltre al dolore per la perdita ho spesso sentito un fastidio: mi sembravano dei modi di salutarli così inadatti a loro, per la vita che avevano condotto, per il loro carattere. Spesso mi sono chiesto come avrebbero desiderato essere salutati, sempre mi sono chiesto quale musica o canzone avrebbe addolcito quel saluto. Ho pensato di affrontare quello che odio con quello che amo.
Piccoli Funerali Christmas Edition
Piccoli Funerali è una partitura drammaturgica e musicale che alterna un piccolo rito funebre ad un brano dedicato a chi se ne è andato. Una dedica che è un atto d’amore, un regalo e un saluto, un momento intimo e personale, che trova forza nella musica. Ogni brano è un gesto che riporta ad una memoria. Ogni funerale è raccontato da chi se ne va e attraversa una vita appena vissuta.Piccoli Funerali è uno spettacolo commovente e dolcissimo capace di accogliere il dolore e trasformarlo in rinascita.
Questo è un lavoro su due sentimenti, uno d'amore, l'altro di odio.
Quello che amo:
Ho iniziato a frequentare un corso di teatro a 18 anni. Più che per vera passione per vincere la timidezza. La passione e l'amore per il teatro sono arrivati subito, ma la timidezza non è andata via. Provare mi piaceva da impazzire, ma esibirmi in pubblico mi provocava ansia e non poco spavento. Nonostante questo, non ho mai smesso di “fare” teatro, ma ho escogitato un metodo per eliminare la paura: dedicare quello che faccio sul palco a qualcuno. L'esibizione fine a sé stessa mi mette in uno stato di ansia da prestazione, dedicare il mio lavoro a qualcuno mi alleggerisce, diventa un atto d'amore, e come tale anche sbagliare, cadere, stonare passano in secondo piano. Dedicare il mio lavoro è diventato il mio segreto, c'è chi fa yoga prima di andare in scena, io dedico il mio lavoro. Amo dedicare!
Quello che odio:
Odio i funerali.
Con gli anni molti affetti sono andati via, parenti, amici cari. Mi sono trovato spesso a funerali di persone che amavo, ed amo ancora, e oltre al dolore per la perdita ho spesso sentito un fastidio: mi sembravano dei modi di salutarli così inadatti a loro, per la vita che avevano condotto, per il loro carattere. Spesso mi sono chiesto come avrebbero desiderato essere salutati, sempre mi sono chiesto quale musica o canzone avrebbe addolcito quel saluto. Ho pensato di affrontare quello che odio con quello che amo.
Natale per Gaza
un intreccio di voci e parole scelte, un gesto di ascolto che attraversa il dolore senza urlarlo. Un reading per la pace, dove la lettura diventa respiro condiviso e fragile possibilità di luce
Several Love's Requests
Several Love’s Requests esplora i desideri erotici e romantici maschili emersi nelle videochat online, spazi nati per la connessione ma trasformati in luoghi di cruising digitale. Ispirato a Comizi d’Amore di Pasolini, lo spettacolo esplora le ambiguità tra osservatore e osservato, restituendo volti e voci alterati per tutelare la privacy. Al centro, il desiderio come fenomeno che prende forma e si trasforma nell’habitat virtuale contemporaneo.
Concept di Pietro Angelini
di e con Pietro Angelini e Pietro Turano
Lost & Found mise en space
La residenza artistica di Lost&Found di Nalini Vidoolah Mootoosamy, diretto da Alberto Cavalleri, è un percorso di ricerca e sviluppo drammaturgico che favorisce il dialogo tra artista, regista e territorio, con l'obiettivo di accompagnare la crescita di un nuovo progetto teatrale in una fase di esplorazione, studio e restituzione pubblica.
La residenza si inserisce nel programma di rigenerazione culturale del borgo di Rebeccu.
Attraverso la lettura scenica e la mise en espace del testo di Nalini Vidoolah Mootoosamy, la residenza offre uno spazio di ricerca e creazione immersiva, in dialogo con il paesaggio umano e naturale del territorio.
Several Love's Requests
Several Love’s Requests esplora i desideri erotici e romantici maschili emersi nelle videochat online, spazi nati per la connessione ma trasformati in luoghi di cruising digitale. Ispirato a Comizi d’Amore di Pasolini, lo spettacolo esplora le ambiguità tra osservatore e osservato, restituendo volti e voci alterati per tutelare la privacy. Al centro, il desiderio come fenomeno che prende forma e si trasforma nell’habitat virtuale contemporaneo.
Concept di Pietro Angelini
di e con Pietro Angelini e Pietro Turano
Natale per Gaza
un intreccio di voci e parole scelte, un gesto di ascolto che attraversa il dolore senza urlarlo. Un reading per la pace, dove la lettura diventa respiro condiviso e fragile possibilità di luce
Natale per Gaza
un intreccio di voci e parole scelte, un gesto di ascolto che attraversa il dolore senza urlarlo. Un reading per la pace, dove la lettura diventa respiro condiviso e fragile possibilità di luce
WRRR Ignazio Chessa
WHITE RABBIT RED RABBIT è un esperimento sociale in forma di spettacolo. Il qui e ora nella sua massima espressione. L’attrice o l’attore, che lo interpreta per un’unica volta, senza regia e senza prove, apre la busta sigillata che contiene il testo già sul palco e ne condivide il contenuto con il pubblico. Una sedia, un tavolo, due bicchieri, gli oggetti concessi. Ci sono delle regole da rispettare per chi accetta la sfida: chi decide di portarlo sulla scena non può averlo visto prima. Deve arrivare sul palco portando in dote coraggio e leggerezza, intraprendenza, ironia ed intelligenza.
WHITE RABBIT RED RABBIT è un testo teatrale scritto dall’iraniano Nassim Soleimanpour nel 2010, all’età di 29 anni, in un momento in cui non aveva possibilità di comunicare con l’esterno del suo Paese. Non è un testo politico e non deve essere descritto come tale, il suo contenuto è metaforico e distante da ogni orientamento politico. Tutti i media e i giornalisti non possono trascurare il fatto che l’autore sia nato in Iran. La richiesta ai giornalisti che lo vedono è che siano attenti e prudenti nei loro resoconti ed articoli per non causare danni all’autore, che oggi vive a Berlino. Si chiede inoltre di non svelare il contenuto del testo, di non scrivere recensioni in senso ‘tradizionale’, ma di porre l’accento sul fatto che, nonostante tutte queste premesse, WHITE RABBIT RED RABBIT è prima di tutto il sogno realizzato di un dialogo impossibile, un gioco teatrale contro ogni censura e ogni distanza geografica e culturale, un incontro ravvicinato che lascia tracce profonde, perché mette sullo stesso piano emotivo autore, attore e spettatore.
WHITE RABBIT RED RABBIT attraversa il mondo dal 2011, anno in cui ha debuttato all’Edimburgh Fringe Festival, è stato tradotto in 25 lingue e conta più di mille repliche in tutti i continenti. È un esperimento importante non solo sul fronte artistico, ma anche su quello organizzativo e produttivo. 369gradi, struttura riconosciuta nell’ambito dell’innovazione culturale, grazie a questo rompe le regole tradizionali del mercato e mette in atto un dialogo che vede coinvolti in egual misura Teatro, Artista e Produzione. All’estero, WHITE RABBIT RED RABBIT ha avuto interpreti celebri e meno celebri tra cui citiamo tra gli altri Sinead Cusack, Whoopi Goldberg, Ken Loach. In Italia il suo percorso è iniziato nel 2017, qui puoi vedere la cronologia completa delle date e degli interpreti.
Con gli incassi di White Rabbit Red Rabbit, nel 2024, d’accordo con l’autore Nassim Soleimanpour abbiamo realizzato a Rebeccu la residenza drammaturgica “Un anno per la libertà di scrittura”
RMX
Nato da una riflessione sul mito di Narciso, RMX si propone al pubblico con una declinazione in chiave contemporanea: la performance si focalizza sulla relazione che c’è tra l’essere umano e lo specchiarsi con la propria immagine rappresentata.
Utilizzando i propri smartphone come dispositivo drammaturgico, i performer mutuano una pratica scenica che genera e manipola contenuti audiovisivi (sfruttando i tools offerti dai social network: stories, reel, filtri, loop, ecc.) componendo immaginari estetico-formali tematici. Concepito come un’immersione nelle profondità dell’immagine, il racconto diventa una metafora della mediazione tra il reale e il virtuale, indagando i concetti di sovrapproduzione e spaesamento nell’era digitale.
Creazione e azione: Pietro Angelini, Francesca Santamaria, Vittorio Pagani
Concept: Pietro Angelini e Karlo Mangiafesta
Regia: Pietro Angelini
James
James racconta la vita di quattro attrici e un attore che cercano disperatamente l’immortalità attraverso l’unica cosa che sanno fare: il teatro. È la maledizione di quattro generazioni di donne che si confrontano con paura, arte, amore, maternità, eredità e geni. Ispirato a Kantor, lo spettacolo intreccia riflessioni profonde e banali frammenti quotidiani. In scena: attrici di 20, 40, 60 e 80 anni, un attore divorato e un Dio del Teatro accompagnato da due spiriti guida, una capra e un bue, che commentano e disturbano. La pausa forzata della pandemia spinge i teatranti a interrogarsi su chi siano senza il palcoscenico e su cosa significhi costruire la propria immortalità.
Coproduzione Compagnia Licia Lanera
scritto e diretto da Licia Lanera
con Monica Contini, Mino Decataldo, Danilo Giuva, Licia Lanera, Nina Martorana, Ermelinda Nasuto, Andrea Sicuro, Lucia Zotti
Luci Max Tane | Costumi Angela Tomasicchio | Marionetta Michela Marrazzi
Assistente alla regia Luca Lo Vercio | Tecnica del suono Laura Bizzoca
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Chiuso per festa - Spettacolo e laboratorio di scrittura teatrale
La scrittura, più che un’arte, è una dimensione. Confluiscono lì tanti codici e tante pratiche del quotidiano che diventano narrazione anche per il solo fatto di essere accadute. La parola nel teatro prende forma e corpo, e traduce il racconto in scena, fermandolo fra il buio dell’inizio e la magia del sipario. Lo scrittore e drammaturgo Matteo Porru incontra i ragazzi in un doppio esperimento scenico e laboratoriale, per ripercorrere il cammino delle storie al contrario: dalla carta alla testa, dal palco all’idea.
Chiuso per festa - Spettacolo e laboratorio di scrittura teatrale
La scrittura, più che un’arte, è una dimensione. Confluiscono lì tanti codici e tante pratiche del quotidiano che diventano narrazione anche per il solo fatto di essere accadute. La parola nel teatro prende forma e corpo, e traduce il racconto in scena, fermandolo fra il buio dell’inizio e la magia del sipario. Lo scrittore e drammaturgo Matteo Porru incontra i ragazzi in un doppio esperimento scenico e laboratoriale, per ripercorrere il cammino delle storie al contrario: dalla carta alla testa, dal palco all’idea.
Chiuso per festa - Spettacolo e laboratorio di scrittura teatrale
La scrittura, più che un’arte, è una dimensione. Confluiscono lì tanti codici e tante pratiche del quotidiano che diventano narrazione anche per il solo fatto di essere accadute. La parola nel teatro prende forma e corpo, e traduce il racconto in scena, fermandolo fra il buio dell’inizio e la magia del sipario. Lo scrittore e drammaturgo Matteo Porru incontra i ragazzi in un doppio esperimento scenico e laboratoriale, per ripercorrere il cammino delle storie al contrario: dalla carta alla testa, dal palco all’idea.
Chiuso per festa - Spettacolo e laboratorio di scrittura teatrale
La scrittura, più che un’arte, è una dimensione. Confluiscono lì tanti codici e tante pratiche del quotidiano che diventano narrazione anche per il solo fatto di essere accadute. La parola nel teatro prende forma e corpo, e traduce il racconto in scena, fermandolo fra il buio dell’inizio e la magia del sipario. Lo scrittore e drammaturgo Matteo Porru incontra i ragazzi in un doppio esperimento scenico e laboratoriale, per ripercorrere il cammino delle storie al contrario: dalla carta alla testa, dal palco all’idea.
Chiuso per festa - Spettacolo e laboratorio di scrittura teatrale
La scrittura, più che un’arte, è una dimensione. Confluiscono lì tanti codici e tante pratiche del quotidiano che diventano narrazione anche per il solo fatto di essere accadute. La parola nel teatro prende forma e corpo, e traduce il racconto in scena, fermandolo fra il buio dell’inizio e la magia del sipario. Lo scrittore e drammaturgo Matteo Porru incontra i ragazzi in un doppio esperimento scenico e laboratoriale, per ripercorrere il cammino delle storie al contrario: dalla carta alla testa, dal palco all’idea.
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Several Love’s Requests esplora i desideri erotici e romantici maschili emersi nelle videochat online, spazi nati per la connessione ma trasformati in luoghi di cruising digitale. Ispirato a Comizi d’Amore di Pasolini, lo spettacolo esplora le ambiguità tra osservatore e osservato, restituendo volti e voci alterati per tutelare la privacy. Al centro, il desiderio come fenomeno che prende forma e si trasforma nell’habitat virtuale contemporaneo.
Concept di Pietro Angelini
di e con Pietro Angelini e Pietro Turano
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Several Love’s Requests esplora i desideri erotici e romantici maschili emersi nelle videochat online, spazi nati per la connessione ma trasformati in luoghi di cruising digitale. Ispirato a Comizi d’Amore di Pasolini, lo spettacolo esplora le ambiguità tra osservatore e osservato, restituendo volti e voci alterati per tutelare la privacy. Al centro, il desiderio come fenomeno che prende forma e si trasforma nell’habitat virtuale contemporaneo.
Concept di Pietro Angelini
di e con Pietro Angelini e Pietro Turano
Gertrude, Lucia e le altre.
Un reading teatrale che racconta un Manzoni dinamico, inquieto, libero, sempre alla ricerca del nuovo e all’avanguardia in ogni campo, lontano dalla figura impolverata che ci è stata tramandata per tradizione, partendo dai tre personaggi femminili più emblematici de I promessi sposi – la Monaca di Monza, Lucia e la madre di Cecilia – intrecciati alle donne più importanti della sua vita – Giulia Beccaria ed Enrichetta Blondel. Sullo sfondo un’Italia e un’Europa agitate da moti, rivolte, idee sovversive, cospirazioni e persecuzioni.
di e con Eleonora Mazzoni
voce recitante fuori campo Lino Guanciale
idea registica, scenica e musicale di Simonetta Solder