Hamlet travestie  

da John Poole e Antonio Petito a William Shakespeare

di Emanuele Valenti e Gianni Vastarella  

 
in collaborazione con Teatro Franco Parenti

con il sostegno di Olinda, Armunia /Inequilibrio Festival, Fuori Luogo - La Spezia


con Giuseppina Cervizzi Amalia Esposito Barilotto / Mamma di Amleto / Gertrude, Christian Giroso Salvatore Barilotto / zio di Amleto / Spettro / Re 

Vincenzo Salzano Ciro Liborio, figlio del Professore / Laerte, Valeria Pollice Ornella Liborio, fidanzata di Amleto / Ofelia, Emanuele Valenti Don Liborio detto o' Professore /padre di Ornella e Ciro / Polonio, Gianni Vastarella Amleto Barilotto / Amleto principe di Danimarca

 

regia e spazio scenico Emanuele Valenti

aiuto regia Gianni Vastarella

disegno luci Giuseppe Di Lorenzo

collaborazione artistica Mirko Calemme

dramaturg e organizzazione Marina Dammacco

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info: Marina Dammacco 

348.0561993 | puntacorsara@369gradi.it

                                                                      > Punta Corsara   

A partire dalla suggestione di Hamlet Travestie, riscrittura burlesque settecentesca di John Poole in cui la parodia ribadisce l’autorità dell’Originale, passando per Don Fausto di Antonio Petito, lì dove invece l’Opera diventa vicenda matrice di altre vicende, immaginiamo una famiglia napoletana a noi contemporanea, i Barilotto, in un quadro di sopravvivenza quotidiana: il lavoro, la casa, i debiti, i figli. Ognuno vincolato al legame con l'altro, in una stasi violenta in nome dell'unità. Dissociato, se ne sta Amleto, il figlio senza padre, ad alimentare un conflitto di dubbi e paure. Intorno a lui, la vicenda shakespeariana diventa il canovaccio di un'improbabile tragedia redentiva, una fallimentare distribuzione di ruoli e di pesi, in una famiglia fuori di sesto. 

 

Hamlet Travestie nasce nell'ambito del progetto Tfaddal promosso dal Teatro Franco Parenti per i 40 anni dall'Ambleto di Testori, che ha ospitato nel 2013, la presentazione dei primi 30 minuti dello spettacolo. Nella versione completa, il debutto è stato a Castrovillari, in occasione del festival Primavera dei Teatri 2014.

 rassegna stampa

La parte del leone l'ha fatta, com'era prevedibile, la compagnia di Punta Corsara – fenomeno unico nel teatro italiano, passato in pochi anni dai primi passi nei corsi di Scampia a un trascinante professionismo – col magnifico Hamlet travestie, versione compiuta di uno «studio» presentato tempo fa al Teatro Franco Parenti: intrecciando Shakespeare con Petito, ne ha ricavato un'acre farsa nera in cui la vicenda di Amleto viene buffamente inscenata dai parenti per guarire un ragazzo napoletano che si crede il principe di Danimarca. L'incalzante regia di Emanuele Valenti tratteggia una serie di grottesche figurette vividamente stagliate contro il vuoto del fondale scuro. Fra gag irresistibili e sentori di camorra, alla fine un delitto ci scappa sul serio.   

Renato Palazzi / Il Sole 24Ore

Sono personaggi irresistibili, tragici arraffoni che hanno conosciuto Pulcinella e Shakespeare, Eduardo e Antonio Neiwiller, Scarpetta e Moscato. Sono povere parodie strafottenti che i bravi attori di Punta Corsara fanno ben vivere in un gioco brioso.

Magda Poli / Il Corriere della Sera

Ma che bella cosa che è questo Hamlet Travestie della compagnia Punta Corsara! È divertente e amaro, ingenuo e coltissimo, raffinato e popolare, pieno di invenzioni e ingegno. Pochi elementi scenici, un efficace gioco di luci e niente altro, se non gli attori: che hanno energia da vendere, passione e una feroce determinazione. Si avverte, in tutti loro, quella che gli studiosi di teatro chiamano “necessità”, quel “teatro necessario” la cui vibrante profondità si comunica, senza mediazioni borghesi o tecniche astruse, anche allo spettatore. Qui arriva tutto: il ritmo, l’uso dello spazio, le caratterizzazioni, la metateatralità.

Andrea Porcheddu / Gli stati generali 

…prendendo invece a pretesto il settecentesco  Hamlet travestie di John Pole, Punta Corsara ne trae ispirazione per mettere in scena la famiglia Barilotto, ossessionata dai debiti, dallo strozzino, dalla camorra, unita da un legame costruito sull’arte di arrangiarsi, sull’eventualie eredità di un banchetto – immaginiamo di frutta e verdura – assatanati al pensiero di poter gestire una pensione di 800 euro che farebbe stare bene tutti, altro che regno di Danimarca. E poi c’è Amleto che gira con una coperta a quadri sulle spalle, estraneo a tutti perfino alla sua Ofelia che è pure incinta. E i matrimoni sono da paura in quel mondo fisicamente lontano sfrenato e fuori chiave, pronto a ballare sull’onda di una ritornante canzone del 1969 cantata da Peter Sarstedt ‘Where do you go to (my lovely)?’… Una farsa napoletana mozzafiato.   

Maria Grazia Gregori / L’Unità

Tra i tanti meriti di Hamlet Travestie c'è quello di aver finalmente dimostrato il paradosso di Harold Bloom, per cui non è Shakespeare che imiti la vita ma sono i comuni mortali che scimmiottano i personaggi shakespeariani  […] L’ultimo lavoro della compagnia Punta Corsara è davvero intelligente e spassosissimo: una riscrittura (a partire dalle suggestioni di John Poole e Antonio Petito) ficcante e originale del classico più studiato, rivisitato e calpestato della storia: una pièce capace di tenere insiele la fara napoletana e il marcio danese.

Camilla Tagliabue / Il Fatto Quotidiano 

L’impressione è che sia un lavoro sulla farsa come genere, sulla pariodia come strumento artistico. L’impressione è che Hamlet Travestie sia una piccola lezione su un teatro che giace dimenticato da molti, in fondo al baule dove sono gli spettacoli passati, dove sono gli esperimenti che troppi giudicano ormai inservibili; è, piuttosto, su Petito il lavoro di Valenti e Vastarella ed è sulla demistificazione folle, comica e sbalorditiva del teatro ‘serio’ operata (anche) da Petito. 

Alessandro Toppi / Il Pickwick

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