Bluemotion 

Bluemotion è una formazione nata a Roma all’interno dell’esperienza artistica e politica dell’Angelo Mai. Performer, registi, musicisti e artisti visivi si uniscono per creare a partire dalle proprie suggestioni, confrontando i propri sguardi sul presente e sull’arte. Le opere di Bluemotion sono sempre creazioni collettive, risultato dello scambio e delle visioni dei membri del gruppo. Bluemotion crea, vive e condivide nello spazio indipendente per le arti Angelo Mai. Gli artisti di Bluemotion sono anche attivisti nel campo dei diritti umani e dei diritti dei lavoratori dello spettacolo. A marzo 2014 gli artisti di Bluemotion hanno subito accuse molto gravi che tentavano di tradurre il loro impegno politico in atti criminosi. Dopo più di un anno sono stati scagionati da ogni accusa e si è conclusa una incresciosa indagine che ha tentato di limitare la loro libertà e di ridurre le intense e decennali attività dell’Angelo Mai.

L'angelo Mai è uno spazio indipendente per le arti. Un luogo per la produzione artistica e per lo scambio di idee. Un punto d’incontro per la creatività e per gli sguardi sul mondo.

L’Angelo Mai è uno spazio indipendente per l’arte. Nasce alla fine del 2004 con l’occupazione di un ex convitto abbandonato nel centro di Roma, dove venticinque famiglie in emergenza abitativa e un gruppo di artisti lottano per il diritto alla casa e agli spazi indipendenti per la cultura. L’Angelo Mai del Rione Monti viene sgomberato nel 2006 e rimane senza sede per tre anni, continuando a programmare teatro, cinema e musica in maniera nomade nella città. È di questo periodo l’uscita nazionale del disco “Volume 1” (2007, Etichetta Fiori Rari) del Collettivo Angelo Mai e la nascita di Bluemotion. Nel 2009, l’ANGELO MAI riapre ALTROVE, in viale delle Terme di Caracalla 55a, con la quasi totale ristrutturazione dello spazio senza fondi pubblici, trasformatosi da uno scarno capanno in un teatro per la sperimentazione nel cuore della città.

A marzo 2014 il collettivo viene accusato di “associazione a delinquere”. Dopo aver subito perquisizioni nelle case degli attivisti, con sottrazione di computer e materiali di lavoro in un’enorme operazione di polizia che ha visto il sequestro dell’Angelo Mai, il collettivo viene scagionato da ogni accusa, rivelatasi poi una falsa pista giudiziaria. La solidarietà di molti artisti nazionali e internazionali ha generato una risposta potente alla violenza della stampa. Con una sentenza storica il Tribunale di Roma ha stabilito che il teatro venisse riconsegnato al collettivo dell’Angelo Mai che a giugno del 2014 è rientrato nel proprio spazio, dovendo rinunciare però all’accesso e all’uso dell’osteria – principale fonte di sostegno per le attività. Tra le attività di questi anni: i quattro mesi della teatronovela argentinaBizarra di Rafael Spregelburd (diretta da Manuela Cherubini realizzata in collaborazione con Fattore K e Psicopompo Teatro); il ciclo di spettacoli Caracallas Total Show curati da Francesco Forni e Armando Pirozzi; i trentasei giorni del progetto Petrolio che hanno visto coinvolti più di cinquanta artisti, tra performance site specific e la lettura pubblica integrale del romanzo incompiuto di Pier Paolo Pasolini; Angelo Mai Italia Tropici, un viaggio nella performance ideato da Michele Di Stefano; il rito laico de La Repubblica dei Desideri; il progetto di riflessione sul presente attraverso l’arte l’Indispensabile; il Go Dai Fest viaggio attorno e attraverso la musica colta e la musica incolta a cura di Rodrigo D’Erasmo e Daniele “ilmafio” Tortora durato più di un anno e animato dalle menti musicali più vivaci della scena contemporanea; A/R progetto teatrale biennale di residenzialità prolungata e reiterata che ha coinvolto molte delle compagnie più interessanti della scena italiana; il progetto di formazione multidisciplinare In media res/nel mezzo delle cose; Non normale, non rassicurante. Progetto Caryl Churchill a cura di Paola Bono (realizzato in collaborazione con Angelo Mai) una ricerca sulla più importante drammaturga inglese vivente che ha visto la realizzazione di mise en espace, spettacoli, traduzioni e pubblicazioni (tre volumi editi da Editoria e Spettacolo) di molti testi ancora scandalosamente sconosciuti in Italia.

Dal 2004 a oggi l’Angelo Mai ha costruito appuntamenti importanti e rapporti intensi con molti musicisti, teatranti e intellettuali che hanno abitato lo spazio con concerti, spettacoli, laboratori, residenze per la creazione, produzione, incontri pubblici e assemblee. 

L’Angelo Mai condivide progetti e visioni con la Società Italiana delle Letterate, la non-scuola del Teatro delle Albe, le scuole elementari e materne “Giardinieri” del complesso Elsa Morante situate nel Parco di San Sebastiano e collabora stabilmente con l’Associazione Progetto Diritti onlus, luogo di ricerca e di discussione intorno ai temi dei diritti degli individui e delle formazioni sociali, con particolare riferimento ai cittadini stranieri, ai minori, alle donne, ai detenuti e alle persone colpite da discriminazioni e emarginazioni sociali ed economiche. È sempre stato in dialogo e in processi di costruzione di percorsi con gli spazi indipendenti romani ed i centri sociali. Ha sostenuto le pratiche, condiviso visioni, camminato insieme al Teatro Valle Occupato. Ha collaborato con molti festival della città, tra cui Short Theatre e Teatri di Vetro.

L’Angelo Mai ha sostenuto la costruzione della scuola materna Vittorio Arrigoni a Gaza realizzata insieme a Freedom Flotilla Italia, azione finalizzata a tutelare il diritto del popolo palestinese e sostiene il lavoro dei volontari dell’esperienza Baobab a Roma, movimento per i diritti dei migranti e il loro libero transito.

A ottobre 2016 all’Angelo Mai viene richiesta dal Comune di Roma la riconsegna dell’immobile in quanto non è stata rinnovata la concessione dello stesso. Un’incongruenza amministrativa che sta mettendo a repentaglio l’esistenza di molti luoghi culturali e sociali della città.

A gennaio 2017 L’Angelo Mai riceve il prestigioso premio Franco Quadri 2016.

A Maggio 2018 l’Angelo Mai torna sotto sgombero a causa di incongruenze amministrative del Comune di Roma.

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